Robert Gligorov e i Balcani del presente
Un bel post di Artsblog, ci dà l’occasione di ritornare su un argomento che ci sta molto a cuore. Molti lettori arrivano su questo blog legittimamente cercando lo stereotipo folk dei balcani: bande di ottoni, gitani in festa, turbofolk e via dicendo. Tutte cose molto pittoresche, che per molti versi, rappresentano all’estero il sunny side di un’area che è stata amaramente nota anche per più tristi argomenti.
Diciamo che, come missione, qui a burekeaters abbiamo sempre pensato di “decostruire” questo stereotipo. Da una parte scherzandoci su, dall’altra cercando di spiegare che a Est dell’Adriatico ci sono un sacco di persone, di artisti, progettisti eccezionali, che lavorano fuori dal “luogo comune” dell’appartenenza geografica, costruendo giorno per giorno con la loro attività, suggestioni che agiscono sul nostro presente in maniera, se volete, “delocalizzata”.
Questo per dire che i balcani, l’Est, oltre che essere una riserva di “immagini” e memorie più o meno affascinanti sono un punto di riferimento dell’Europa per la progettazione e la definizione della nostra umanità nel presente, spessissime volte fuori dalle connotazioni folk che noi tutti amiamo.
Le cucine balcaniche allora possono anche essere quelle disegnate da Ora Ito per Gorenjie, la musica balcanica può essere quella del Magnifico (che ci piace molto!) ma anche quella di Bojan Zulfikarpaši? o Georgi Šareski, i ristoranti possono essere le kafane dove poter mangiare i ?evap?i?i più buoni (a proposito Miljana ci ha appena segnalato questa!) ma anche locali come quello, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa, disegnato da Karim Rashid.
Proprio come artista che costruisce il nostro tempo, siamo lieti di presentarvi Rober Gligorov, macedone di Kriva Palanka che con le sue fotografie lavora sullo stravolgimento del corpo, utilizzando la pelle, l’epidermide, come tessuto, come tela da incidere.

In questi giorni una sua personale è in mostra a Modena, alla galleria Betta Frigieri Arte Contemporanea di Modena.
Robert è stato colui che ha fatto per primo conoscere i Bluvertigo ed è stato anche autore delle copertine dei loro primi due dischi.
Burekeaters emiliano romagnoli, non potete mancare!
e non mancheremo, ammesso che ci si possa considerare burekeater anche quando la tua east side è andata via.
Beh peppe, non pensarci su troppo, morto un papa se ne fa un altro
(eheh)
Ma ddai! Ho un suo libro fotografico da tantissimi anni!!! Che figo trovarlo nel tuo post! A proposito, sono proprio contenta che tu e Biljana cambiate idea spesso
BENTORNATI!!!!!
W l’incoerenza
#2
morto un pope, vuoi dire…
comunque trattasi di transumanza estiva, dalla valle del Po’ a quella del Dunav, un po’ qua un po’ là (poi tornano)
evviva l’incoerenza, bentornati!
ed evviva anche le transumanze!
La sera del 27.06, a pochi metri dall’esposizione di Gligorov, verrà proiettato un video di Marina Abramovic, Balkan Baroque,presso la “Palazzina Vigarani”, l’Ambramovic è quasi considerabile nel numero degli stereotipi balcanici, ma mi sembra una buona occasione per passare per Modena (città nota ai più per essere gemellata con Novi Sad)….