integrato

Written on 18 April 2008 by

vivi all’estero e ti sei integrato se:

1) quando torni in patria e ti spiattellano in faccia tutti i possibili luoghi comuni sul paese in cui vivi riesci a trovare il modo di dire “tutto il mondo è paese” solo per chiuderla lì.

continuate voi…


il sopramarino

Written on 13 April 2008 by

das überseeboot

areta gambaro (flauti e vuci/flöten und gesang)
federica togna (danza/tanz)

colosseo nuovo teatro
roma/rom


ma si siempri na ggimmania?

Written on 13 April 2008 by

na pocu di cristiani mi dumannanu:
ma unni si’?

iu sugnu ancora ca na ggimmania, e nun mi smovu… p’accamora.
però ora accuminciu arrè a scriviri accussì vi fazzu sapiri.

bist du noch in deutschland?

viele leute fragen mich:
wo bist du jetzt?

ich bin noch in deutschland, und bleibe hier… einstweilen.
aber jetzt schreibe ich wieder hier, damit konnt ihr wissen was ich mache.


“ti serva?” - vicini di casa

Written on 23 July 2007 by

premetto
in questo post non ci sono errori di grammatica, o almeno non nelle parti in corsivo.
anche nel titolo non ci sono errori, il mio ospite dice proprio “ti serva?”.

di che ospite parlo? di che vicini di casa?
di alfredo e dei catanzaresi.

alfredo mi ha spiegato un paio di cose sul calabrese.
a forza di tentare la sua pronuncia sto perdendo fiato, il calabrese è pieno di H aspirate, però mi diverto.

durante una conversazione su “il tedesco, questo sconosciuto” ci siamo trovati a parlare del congiutivo e del condizionale (anche loro abbastanza sconosciuti).

esempio, in italiano:
mi presteresti il martello?
se l’avessi te lo darei!

in siciliano diventa:
senti totò, tutt’apposto? ne ca mi pristassi u marteddu? a chi ci si’, ne ca mi duni puru na buttigghia di vinu ca mi finiu?
giova’, u sai, si’ un fratuzzu pi mmia, si l’avissi ti lu dassi! ma u marteddu si rumpiu aieri e di vinu n’haiu l’urtima buttigghia.

in calabrese:
mu presti u marteddu?
si l’avera t’u dera!

e per completezza in tedesco:
Guten Tag, könnten Sie mir, bitte, einen Hammer ausleihen?
Es tut mir sehr Leid, wenn ich ihn gehabt hätte, hätte ich gern Ihnen ausgeliehen!

viste le risate generali, alfredo, in un impeto di orgoglio calabrese, è riuscito a scavare nella sua memoria di emigrato un’altra frase.
stavolta non traduco. provateci voi.

mu fai u cafè?
n’attimu, mi lavu i mani e u culu!

già vi vedo lì a ridere, a chiedervi il perchè di tutta questa igiene solo per un caffè.
ma avete provato a pensare al verbo “colare”?
sì “colare” in “colare il caffè” come sinonimo di “fare”?
“culu u cafè”, “faccio il caffè”
lo sapevo, non ci avete provato.

voi che venite da tutte le regioni d’italia, ditemi le vostre.


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